dalla Vita di Gesù

«E lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza volta,
ripetendo le medesime Parole»
[Matteo, 26,44]
(testo
aggiornato con revisione del Marzo 2024)
«Or vi sono
ancora molte altre cose
che Gesù ha
fatto, le quali se si scrivessero,
ad una ad
una, credo che il mondo stesso
non potrebbe contenere i libri
che se ne
scriverebbero».
[Giovanni 21,25]
Titolo
originale: “Gethsemane”
Traduzione di Ingrid Wunderlich
e Antonino Izzo
Tutte
le opere (in lingua tedesca)
vengono consegnate gratuitamente agli amici che cercano la Luce
Per ristampe in lingua tedesca, eventuali offerte e
contributi di spedizione sul conto:
Edito
dal circolo degli amici di Anita Wolf - C/o Jurgen Herrmann
Hohenfriedberger Strasse, 52 - 70499 Stuttgart (Weilimdorf)
Email: awf@anita-wolf.de
Sito: http://www.anita-wolf.de
Questa edizione
in lingua italiana è stata curata dal gruppo:
‘Amici
della nuova Luce” – www.legamedelcielo.it
Contatti: info@anitawolf.it
INTRODUZIONE
a Getsemani e Golgota - (dal primo editore sul testo tedesco)
«Padre, se è
possibile, passi oltre da Me
questo calice, ma
se non lo è, allora lo bevo!»
Cap. 1 Un angelo
ci conduce al Getsemani
Cap. 2 Davanti
alla prima Pietra
Cap. 3 Davanti
alla seconda Pietra
Cap. 4 Davanti
alla terza Pietra
Cap. 5 Il senso
dell’avvenimento del Getsemani
۞

Un angelo ci conduce al Getsemani
1.
La preghiera più inconcepibile, la preghiera
dell’universo, viene dallo Spazio-ur e dal Tempo-ur. Chi può comprendere la sua grandezza, afferrarne
l’Onnipotenza? Non c’è nessuno, nemmeno gli angeli supremi possono contemplare
l’innominabile grado di una ‘Pazienza divina’ così com’è rivelato con questa
preghiera, la più santa tra tutte quelle mai espresse. Sì, essi – i guardiani
del Cielo – sono penetrati nel Mistero; essi guardano! Fin dov’è aperto per
loro il Regno, fin là giunge la loro conoscenza e partecipazione, il loro
sapere per il sublime di questa Preghiera, e per il frutto che viene loro
offerto da questa. Ma gli uomini – impigliati nei vincoli della materia –
stanno piccoli e miseri di fronte al Calice della Preghiera che scuote il cosmo;
e resta da attendere presso ogni singolo in quale modo egli si occuperà del
grido d’aiuto, affinché gli possa essere data quella potente Pietra miliare che
non gli assicuri solo la redenzione, bensì, che con la sua incrollabile
certezza, lo porti con sé per condurlo a Casa.
2.
Il fondamento della Preghiera è il santo
Debito di un’Opera della Creazione, illimitata nella Sua Onnisantità;
per contro, ciò che è stato rivelato è il santo Credito, tutto comprendente,
tutto circondante, tutto preso a al bene della Corona, la Cui magnificenza i
Cieli glorificano inutilmente. Nondimeno, agli uomini il senso per questo non è
chiuso, esso c’è e viene loro aperto; ma solo chi a questo apre completamente
il suo cuore, potrà contemplare un raggio di luce proveniente dall’avvenimento
notturno, che verrà sulla sua anima come lo Spirito-Elia che ascese al Cielo
nella tempesta. E questa è la via per la conoscenza: in silenzio, seguendo umilmente
le orme, rabbrividendo inginocchiati, …e pregare! Pregare nel cuore, in quel
santo luogo degno del ‘ricordo’, dove duemila anni fa fu depositato il supremo
Sacrificio sull’Altare della Creazione.
3.
Oggi, dopo una lunga epoca e nell’immediato
periodo degli ultimi avvenimenti, così come i suoi limiti furono dati, i cuori
degli uomini devono essere chiamati a radunarsi, per vivere il GETSEMANI nello ‘spirito’ e nella ‘verità’. Tutti sono chiamati! Chi ascolta, starà subito alla porta
aperta, che conduce al santo Giardino di Cristo. Alcuni domanderanno: “Che
cosa dobbiamo fare noi, piccoli uomini meschini? Che cosa dobbiamo cercare lì?
Non profaniamo noi il luogo solenne con la nostra veste peccaminosa, dove
l’inconcepibile, l’inaudito santo Sacrificio-ur fu
riconosciuto e accettato? Difficilmente noi siamo in grado di comprendere anche
soltanto un frammento di questo Avvenimento della Creazione, molto meno, poi,
di realizzarlo in noi, così che possiamo attingere dalla sua profondità, e poi,
non allontanarcene mai più”.
4.
Questo linguaggio non è infondato, ma nemmeno
eternamente valido. E sebbene per taluni uomini non segua nessuna risposta o
soluzione completamente appagante, oppure qualcosa di soddisfacente, il
collegamento dallo Spazio-ur e dal Tempo-ur produrrà, comunque, anche qui un effetto santificante,
non importa se questo è presentito solo vagamente o inconsciamente: – “Sì, nondimeno, sia questa la nostra guida!
Comunque sia, io rimango sempre in Te, anche se comprendo ancora poco di quel
santo Mistero!”. Il ‘nondimeno’ lo fa fluire nel cuore come un’energia
liquida di un santo ‘Fuoco’ e ‘Luce’. Pertanto, gli uomini devono e possono,
hanno il diritto di seguire anche oggi la chiamata che li guiderà al GETSEMANI
nello spirito e nella verità: – “Venite!”
*
5.
Ci sono alcuni che si lasciano guidare
volenterosi, e dalla loro schiera, un’anima parla per tutte. La stessa
annuncia: “Esitanti, noi stiamo alla
porta di quel giardino dove ‘due anime’ in quell’ora notturna giocavano la loro
posta suprema: l’Essere, e colui che
non-era! – Lentamente
oltrepassiamo la soglia, consapevoli che un cherubino in qualunque momento
potrebbe sbarrarci la strada, poiché ci illumina improvvisa la parola: «Togli i calzari dai tuoi piedi;
perché il luogo dove tu stai, è terra santa!» [Esodo 2 - 3,5]. – Ci pieghiamo tremando; ci alita
incontro il respiro di un’eternità, che un po’, fin dove ne siamo capaci, ci fa
comprendere l’inconcepibile della lotta di quella Preghiera. – Ne abbiamo la
buona volontà? Essa è riconosciuta, ma: …basterà?”
6.
Sì, essa è accolta nella grazia, poiché
vedete, davanti a noi, sulla via, sta un amichevole principe della luce, con un
viso santo-serio. Non è il cherubino che chiude le porte del paradiso; egli,
piuttosto, le apre, poiché è il portatore della Pazienza[1],
di quella meravigliosa caratteristica di Dio che il santo Orante portò nel
Getsemani per il supremo spiegamento di forza e azione. Sul petto della veste
del principe, puramente splendente, riluce il Segno originario della Pazienza,
in oro e rosso: il ‘Calice’, colmo fino
all’orlo con il mistero del Giovedì e del Venerdì santo. D’argento sono i
suoi calzari, la cintola, la stella sul capo; così come, rosso e argento sono gli
orli della sua veste. Egli stende su di noi, imponenti argentee ali luccicanti
di madreperla, e mentre questo accade, ci sentiamo sollevati da terra. Non
sappiamo come ci accade. Invece l’angelo lo sa; sul suo volto principesco passa
un leggero sorriso. Oh, la Grazia del nostro Signore Gesù Cristo, che è
superiore a ogni logica, ci ha resi degni di assistere con sguardo
retrospettivo a questa parte determinante della Sua santa vita di Redentore. Adesso
a parlarci è lo stesso principe della Pazienza:
7.
«Venite, voi
anime credenti, voglio mostrarvi due vie. – No…», ci raggruppa
amichevolmente, quando tutti rimangono un po’ indietro rispetto a lui, in una
comprensibile soggezione, «…non dietro di me, ma
accanto e intorno a me dovete camminare. Noi tutti siamo figli di un solo
Padre, anime di un solo Dio, portiamo in noi lo Spirito proveniente dal Suo
Spirito sacerdotale, e siamo proceduti come creature dalla mano del Creatore,
forme di vita provenienti da UR, dall’eterno Santo, dall’eterno Unico e Veritiero.
Chi rimane indietro, perderà qualche parola dell’insegnamento, e con ciò,
qualche Raggio della benedizione. – Ora fate attenzione:
8.
La via che io
percorro con voi, richiede da voi non soltanto una, bensì, la decisione di
sapere quel che accadde qui, di cui vi devo svelare il mistero, per quanto le
vostre anime siano in grado di sopportarlo. Per voi c’è ancora tempo per
tornare indietro. Vedete, la porta è aperta; potete andare senza che dobbiate
perdere la grazia di Gesù. Potete anche adempiere la via del fanciullo, senza
il più interiore Getsemani. Allora sarà sufficiente credere ed essere afflitti
col Signore. Ma se rimanete, dovrete soffrire con Lui! Vi lascio il tempo».
*
9.
Ora l’angelo
ci conduce in un punto di riposo, nella cui sfera ci sentiamo stranamente al
sicuro. E ci chiediamo: “Siamo già stanchi, prima che cominci la via vera e
propria? Perché il principe celeste ci conduce in questo luogo? – Oppure, la
scelta tra il rattristarsi e il soffrire insieme, ci costa già fin dal
principio così tante forze perché siamo ancora fanciulli, e dobbiamo prima
diventare ragazzi?”. – Perciò abbiamo paura, ...e guardiamo indietro!
[indice]
۞

Davanti alla prima Pietra
1.
Fuori, davanti alla porta, conduce l’altra via, il
sentiero del co-rattristato. Molti, molti lo percorrono; li vediamo passare a
schiere e singolarmente. Vengono alla porta aperta, guardano dentro con la
faccia seria, malinconici e profondamente afflitti. Molti s’inginocchiano,
molti si segnano con la croce; alcuni stendono esitanti una mano verso la
maniglia, altri piangono. C’è un angelo alla destra della porta, il quale con
dolce gesto porge a tutti un poco da bere dal Calice della sofferenza del
Signore. Spesso è solo una goccia, che però rimane attaccata alle pallide
labbra del fanciullo. E ciò nonostante, il Calice non si svuota, perché la
Terra è ancora in attesa del Giorno della
redenzione. E tutti quelli che hanno bevuto, e anche quelli che hanno solo
portato il Calice alla loro bocca, chinati, e son passati oltre, sentono il
peso della Croce, …ma, …portarla? – Noi ancora non lo sappiamo! Nei nostri
cuori deve di certo, ben venir fuori la disposizione a contribuire a portarla, …e
a soffrire, poiché il principe proveniente dal Cielo superiore ci fa cenno di
seguirlo. Egli ci guida nel profondo del Giardino. È un sentiero stretto,
pietroso, sul quale passarono un giorno quei Piedi nudi e stanchi, …a
disposizione della morte. L’angelo parla; e di nuovo solleva su di noi le sue
scintillanti ali. …e ora, …siamo del tutto rapiti dalla Terra!
*
2.
«Qui», egli accenna a una lastra di pietra liscia,
a destra della via, «stava inginocchiato il Figlio dell’Uomo per la prima
volta in quella notte, per pregare. Aveva lasciato dietro di Sé i discepoli in
due gruppi, gli otto, e i tre, – il maggior numero davanti alla porta, il
minore un po’ più vicino al santo luogo di preghiera. La separazione non
avvenne perché gli otto discepoli valessero di meno, bensì, dovevano
rappresentare i molti alla porta davanti alla santità del giusto Giudice; i
tre, invece, dovevano stare al fianco del forte Combattente. Egli aveva
esclamato loro la prima Parola: “Vegliate e
pregate, poiché il tentatore è vicino. Lo Spirito è volonteroso ma la carne è
debole”.
3.
Quel giorno, quando la pallida fronte
dell’Orante si chinò nello scialbo chiarore della notte sulle mani contratte,
quando quelle labbra tremanti, con le parole, cercavano una possibile via
d’uscita, quando quel Cuore, nell’angoscia mortale lottava per il ritorno a Casa,
nel breve tempo della preghiera del Calice gravò sulla Terra il ‘Silenzio del
Cielo’. Qui c’era da attendere, se il Calice di tutte le sofferenze più amare
dovesse essere bevuto, oppure no! – Fate attenzione alle Mie parole e alle Mie indicazioni;
esse si riflettono anche della vostra vita, nel possibile adempimento di un
cammino del co-sacrificio.
4.
Quel giorno, per l’angelo e per gli
uomini, perfino per GESU’, stava invisibile, accanto ‘all’Afflitto fino alla
morte’, una figura senza luce e senza ombra. Essa non stava lì per caso; non
per comando, non per proprio impulso. Doveva stare secondo la condizione della Legge!
Immobile, guardava giù sull’Inginocchiato. Vedeva la terribile lotta, la lotta
sanguinosa, …e vedeva l’Umiltà, la Rassegnazione, la Pazienza e l’Amore per la
Creazione e per la creatura. Alla decisione erano concessi solo pochi minuti
terreni, una decisione in grado di trasformare l’intero Giorno della Creazione,
imprimendone di colpo una direzione del tutto diversa. Sospettava quella figura,
il peso della decisione? Sapeva essa – dopo che all’inizio del Giorno
dell’Amore creativo, si valse solo della libera legge della volontà, respinse
le condizioni poste giustamente ed equiparanti – che ora non poteva più
pretendere tributi, bensì, doveva adempierli? – Essa lo sapeva! Ma nessuno
poteva aiutarla, nessuno ne aveva il permesso.
5.
La sua schiera taceva, la Terra, il
Cielo, …tacevano! Il Santo-Ur trattenne per pochi minuti terreni i ‘fiumi della
vita’[2]
dalla parte del Suo Cuore di Sacerdote, di Dio e di Padre; solo il ‘fiume della
vita’ del Creatore scaturiva. Nondimeno, nessuno dei potenti angeli guardiani
stava alla Sua sorgente, per essere mediatore della Creazione, poiché, …taceva
anche il Creatore! Inquietante era questo silenzio, nel quale solo due anime
lottavano: il santo Orante, …e l’ingannatore!
6.
Anche i discepoli avevano pregato,
finché vedevano le labbra di Gesù formare ancora delle udibili parole. Solo, la
Sua anima divenne ombrosa per la vicina lotta mortale, così a poco a poco la
Sua bocca ammutolì, ma tanto più ardentemente supplicava il Suo Cuore. – I
discepoli erano stanchi. Il loro cammino era stato lungo, il Sole cocente aveva
bruciato, le vie pietrose avevano ferito i loro piedi. E non sentirono più
parlare il loro Maestro. Allora cedettero e si addormentarono. – Gesù pregò
finché il sudore coprì la Sua fronte. Il silenzio e la solitudine, la
sensazione di avere accanto a Sé, ‘un’invisibile’, oppresse all’improvviso
l’animo Suo. Guardò su, e vide i Suoi dormire. Un dolorante amaro sorriso e, tuttavia,
d’inesprimibile bontà, passò per pochi attimi sul Suo volto. Svegliò i tre
discepoli: “Non potete dunque
vegliare? Vedete, presto verrà l’ora!”. – Spaventati, i dormienti
balzarono in piedi!
[indice]
۞

Davanti alla seconda Pietra
1.
Gesù
s’inoltrò in profondità nel Giardino, lentamente, stanco del peso del tormento.
“La Mia Anima è afflitta fino alla morte”,
aveva detto ai discepoli, e li sollecitò a vegliare e a pregare. – Vedete, voi
anime, il sentiero è terribile, come se fosse caduta una pioggia di sassi; e
badate alle spine che i tralci mettono a destra e a sinistra; gli alti alberi
anneriti gettano ombre tenebrose. E guardate la pietra a sinistra, scabrosa,
piena di spaccature, erosa dal tempo, una pietra da far paura.
2.
Qui s’inginocchiò per la seconda volta
il Figliuol dell’Uomo, lottando per la redenzione della Creazione. Egli
guardava i discepoli mentre pregava, affinché potessero alleviarGli
la Sua lotta nella preghiera, pregando con Lui. Infatti, essere abbandonati in
una lotta mortale, è la cosa più difficile che una vita possa sopportare. Anche
i discepoli lo fecero; l’ardente implorazione degli Occhi profondamente tristi,
aveva scosso inconcepibilmente i loro cuori. Si sforzarono molto a rimanere
svegli. La voce di Gesù lottava con forza con le potenze delle tenebre e con la
Decisione-ur, con la Volontà, con le condizioni
dell’Eternità-ur da Spazio e Tempo, con il Proprio
comprensibile scoraggiamento e l’Umiltà che stava di fronte a ciò, per
esercitare la Pazienza e sottomettersi. Di questo, i discepoli ne compresero
appena qualcosa, perché la redenzione non era ancora avvenuta.
3.
E di nuovo, quella lotta angosciosa e
piena d’umiltà divenne un interiore grido sanguinoso. Non erano Parole, – era
l’Anima che si consumava nell’ardente Fiamma dell’ultima dedizione all’Opera.
La forza elementare della preghiera fece tremare il Figlio dell’Uomo; essa
toccò anche le anime dei discepoli con un alito fremente, affinché scacciassero
via il sonno, che assaliva i loro corpi stanchi. … Per quanto tempo? Essi non
sapevano che cosa aspettava al loro Maestro, sebbene le ombre della morte, date
in anticipo, gravassero anche su di loro; presentirono solo vagamente il
‘terribile domani’, erano seduti lontano dal Signore, per non disturbarLo. Non appena accadde che la Voce supplicante
penetrasse ai loro orecchi solo più debolmente, il sonno li vinse, e non
seppero più nulla di ciò che accadeva in quella scabrosa pietra piena di
spaccature.
4.
Frattanto, in angoscia e pena, al Figlio
dell’Uomo, ora solitario, soverchiò anche lo Spirito in Sé, che legittimamente
stendeva la mano alla Potenza-ur divina e
sacerdotale. Ora taceva anche questo ‘Spirito’, dopo che il Cuore,
precedentemente, si era piegato alla forza della prima preghiera. E l’Anima
piangeva sola, …incontro alla terza prova. Gesù percepì ancora una volta il
silenzio intorno a Sé, che minacciava di coprirLo con
le ali della morte. Il Povero, il Grande, il santo Orante, guardò su. Tra le
nuvole smembrate, vagava un filo di luce lunare, e questo cadde su Colui che
era avvolto dal pesante sogno. Stanco, indebolito dalla lunga via, dalla lotta-ur per l’unico potere, il Signore al Quale stavano agli
ordini innumerevoli legioni di angeli, si alzò e andò dai Suoi undici fedeli, quelli
che avevano condiviso con Lui ogni sofferenza per tre lunghi anni, che avevano
sofferto ogni persecuzione e umiliazione, credendo incondizionatamente con
lieto fervore e pieni di fiducia a tutte le Parole pronunciate da Lui, anche se
spesso non le avevano comprese. Così, la Bontà divina stette in primo piano,
quando Egli – svegliandoli – li pregò: “Alzatevi, vedete, l’ora è
giunta, ed è già qui, dove si compirà tutto ciò che è stato profetizzato del
Figlio dell’Uomo. Vegliate! Presto verrà il traditore! Non volete rimanere
presso di Me? Vedete, Io lotto per voi! Ancora un breve tempo, poi tutto sarà
superato. Ma la Mia Anima ha paura, perciò pregate con Me!”.
5.
Già al primo richiamo, i discepoli si
erano alzati vergognandosi. Essi si domandarono: “Com’è
che siamo così deboli e senza resistenza?”. Si schierarono
strettamente intorno al Signore, di gran lunga, più per ricevere la Sua
protezione, che per essere a Lui seriamente un sostegno nella preghiera in quell’ora
consacrata alla lotta della redenzione. Quando videro nel languido bagliore di
poche stelle il Volto pallido completamente sfigurato, i loro presentimenti per
la lotta e le sue conseguenze diventarono grandi. Pietro si riprese per primo,
e afferrò la spada portata di nascosto sotto il suo mantello. Giovanni vide la
mossa. Uno sguardo simultaneo a quello di Gesù, lo convinse subito che la sua
spada non poteva dare nessuna svolta all’avvenimento incombente su tutti loro.
Con sospiri pesanti egli seguì il Signore, silenziosi e tristi gli altri. Poche
ore prima, il Maestro aveva offerto loro nel pane e nel vino il Suo corpo e il
Suo sangue come somma per il riscatto di tutti i peccati, presentati dalla
caduta della Creazione. Ora tutto questo tornò loro in mente, senza tuttavia
riconoscere la santa relazione con la lotta nel Getsemani.
6.
Su grandi e piccoli sassi, tra rovi e
piante rampicanti, sul sentiero che sempre più peggiorava, il Figlio dell’Uomo
vacillante andò incontro alla Sua ultima lotta della preghiera. Timorosi,
stranamente agitati, i discepoli Lo seguirono. Un grande masso di roccia Gli
sbarrò la via. Il Signore si volse, e sul Suo volto cadde un raggio pieno della
costellazione notturna, che le nuvole, per pochi secondi, avevano liberato del
tutto. A quel punto i discepoli si spaventarono a morte. I loro cuori batterono,
ad alcuni tremarono le ginocchia, altri tesero le mani come nella lotta; ma
nessuno emise un suono. Gli otto si voltarono indietro, anzi, si afferrarono
l’un l’altro per le mani, come se con ciò fossero ora più sicuri, di fronte a
quello che sarebbe successo.
7.
Anche Pietro e i due rimasero indietro solo
di alcuni passi. Era quello il buono, il clemente Volto, sempre irradiato da un
Amore inconcepibile, e da una comprensione ultraterrena con tutte le debolezze
e gli errori umani? Era il Suo, quel Volto che talvolta si accendeva nel sacro Fuoco,
quando una cattiveria fatta di proposito ingiuriava la Divinità, …quel Capo che
si chinava pieno di Misericordia su tutti i malati, oppure, benevolo, con un
dolce sorriso, quando stringeva i fanciulli con le braccia redentrici? Quel
Volto, già adesso sfigurato, pallido, lacerato dal dolore, con quegli occhi,
…nei quali stava il tormento di un martirio? … Cosa, …che cosa era accaduto con
il loro amato Signore, nel frattempo che si erano addormentati per la seconda
volta? Nondimeno, prima che potessero tormentare le loro anime con pensieri
autoaccusanti, risuonò loro incontro la Voce consolante: “Non temete,
poiché non vi abbandonerò! E quando non Mi vedrete più, …allora credete: dopo
un po’ Io sarò nuovamente con voi. Ora, però, il traditore è per la via, quindi
vegliate e pregate. Vedete, è la Mia lotta, …e la Mia Anima si deve piegare.
Ahimè, come sono triste, e voi non immaginate che cosa sia. Avete ricevuto la
Mia Cena, e uno l’ha disprezzata. Volete ritirarvi da Me?”. – I tre discepoli si affrettarono al fianco di Gesù, gli
altri intesero la Parola nel silenzio del giardino, volendo tornare indietro;
ma già il Signore si era rivolto alla grande pietra per pregare. E poiché durante
i tre anni Egli, spesso, aveva lasciato indietro i Suoi discepoli per pregare,
non osarono andar più vicino. Anche Pietro, Giacomo e Giovanni si tennero un
po’ indietro sul sentiero.
[indice]
۞

Davanti alla terza Pietra
1.
Il
Figlio stava in ginocchio, posò le mani congiunte sulla pietra e cominciò
l’ultima, potente decisiva lotta! Sopraffatti da brividi, afferrati da
scuotimenti, i discepoli sentivano la voce del Signore che ora lottava
appassionato e impetuoso, ora supplicando, ora mormorante stanco morto nella
preghiera. La Sua Anima era in colloquio con la Potenza divina, quella Potenza
che non diceva:“Tu devi!”[3] – bensì: “Tu puoi!”[4].
… “Tu lo puoi fare! È bene se lo fai! Sta a Te decidere!”. – Ma proprio in questo stava la Forza costringente,
l’impiego nella più alta volontà!
2.
La lotta nella preghiera era così
inesorabile, che il sudore sprigionato si arrossò, e gocce di sangue caddero
sulla pietra. Da lungo tempo la bocca contorta dall’inconcepibile pena, non era
più in grado di formare più nessuna parola, e solo una domanda dall’immensa
gravità scuoteva il povero Corpo: “Non è possibile? Non c’è
altra via per riportare a Te, o Dio, …il Tuo santo Bene e la Tua santa
Proprietà?”. Ecco, … i
pensieri stanchi cessarono di agitarsi, si attenuò la paura per il proprio
tormento puramente umano, e solo l’ultimo, il completo abbandonarsi, il
Sacrificio di Sé, rimase ancora da compiere.
3.
I discepoli si difesero inutilmente dal
sonno; anche lo spavento li aveva resi deboli, la mezzanotte era passata, la
voce del Signore andava estinguendosi. Non appena Gesù se ne accorse, seppe
all’improvviso: “Devo essere completamente solo! È la Mia lotta!
Essi non hanno colpa, perché non sono ancora liberi. Allora, dunque, devo
diventare Io, il Redentore!”…e si immerse nella Sua silenziosa,
terribile lotta!
4.
Il carico non era quasi più
sopportabile. Sotto il suo peso non si piegarono solo le spalle nell’Umiltà, si
piegarono anche le spalle nella colpa. Era come se la cortina dovesse essere
strappata già adesso, affinché la Luce dell’eternità illuminasse il buio di
un’anima e si incrociasse con un secondo paio di mani! – Sì, accadde: dita
simili a ombre sussultarono un poco, un capo tenebroso si chinò più profondamente,
e degli occhi simili alla lava giacquero scrutando il Volto illuminato dalla
spettrale pallida luce notturna, nella più violenta lotta della preghiera. –
L’Anima del Figlio dell’Uomo non lo sapeva, ma la Sua purezza percepì l’ombra,
ebbe la sensazione che da questa Preghiera dipendesse più che tutto! – Ancora
un minuto, mezzo minuto, …pochi secondi! Ecco che quella figura si mise ritta. “Perché?”, echeggiò come un respiro spirituale attraverso la notte
satura di temporale. “Non sono io, il signore della Terra e dello spazio
intorno ad essa? Che m’importa dell’Orante che è un Figlio dell’Uomo? Non sono
io…?”
5.
Il respiro tacque, la voce si frantumò
in atomi. L’immensa dedizione non poté più rimanere senza risposta, …non senza
la somma benedizione! Il Cuore era domato, lo Spirito del vincitore stava al
fianco dell’anima. Un ultimo scuotimento passò sul figlio, come una grossa onda
che il Padre aveva dato per il Sacrificio. – Dal Santuario scese giù un raggio
di Luce che avvolse l’anima tremante nella Misericordia. E come un potente
finale, la Parola dell’Altissimo di tutti gli oranti, stette nell’eterno
splendore glorioso davanti a tutta la Creazione: “Padre, se è
possibile, allora passi oltre da Me questo Calice! Ma se non lo è, allora lo
bevo!”
6.
“Allora lo bevo!”,
…riecheggiò attraverso lo Spazio-ur e il Tempo-ur, attraverso il Cielo, l’inferno e l’universo, attraverso
gli uomini, anche se non lo sapevano ancora. “Allora
lo bevo!”, ripeté. – La figura senza ombra
si sciolse in nebbia davanti alla potenza di questa Parola. La decisione era
presa! La redenzione guadagnata! Ciò che seguì ancora, il GOLGOTA, fu
l’impronta sanguinosa del calice di quella Preghiera! Sì, nel senso
dell’accettazione del Sacrificio, la lotta terminò. “Padre, la Tua Volontà sia fatta!”
7.
Ora il dramma sanguinoso era
inevitabile. Solamente, …poteva significare di più, procurare più di quello che
era già accaduto, con l’accettazione incondizionata del Sacrificio-ur che separava ermeticamente l’interiore Figlio dell’Uomo
dall’esteriore? – Solo perché, il Cuore, lo Spirito e l’Anima di Gesù si erano
disposti liberamente a vuotare il calice della sofferenza fino all’ultima
goccia, per compensare completamente il grande debito, l’errore, la somma della
colpa del Giorno della Creazione attraverso il santo Credito dell’adempimento
del Sacrificio, l’Uomo Gesù poté sopportare la terribile durezza della via del
Golgota e stare di fronte ai Suoi carnefici senza un suono lamentevole.
8.
Così, …solo così ha portato Lui solo il
peso della Creazione, Lui, davanti al Quale, noi per primi davanti al Suo
trono, al santo seggio, ci inchiniamo, non adorando mai senza grande riverenza,
perfino quando l’Eterno, il Santo-Ur, l’Eterno-Unico e Veritiero, parla a noi
come Padre. Oh, proprio allora nella nostra riverenza divampa l’Amore, poiché
il nostro amore, che noi in modo legittimo Gli portiamo dalla Creazione, è
riverenza! L’Onnisanto-Ur – come puro Amore, è venuto
sulla Terra dalla parte del Suo Cuore divino, uguale a un figlio di uomo – ha
preteso il Sacrificio e – lo ha compiuto Egli stesso. Egli, come Uomo ha bevuto
il calice in un’immensa, inesprimibile e completamente inafferrabile Pazienza.
9.
Ciò che vi ho rivelato dal passato
avvenimento, è sufficiente. Nondimeno, ora rimane ancora da illuminare la
Pietra miliare che dovrà diventare una Pietra angolare, affinché non passi più
nessun giorno, nessuna ora nella quale non pensiate al Sacrificio, altrimenti
non sarete pronti al Sacrificio. Io, l’angelo della Pazienza, non lo posso
formare in voi, nemmeno il Padre. Egli diede il Seme, noi ariamo il vostro terreno,
lo spirito della Grazia semina, affinché la semenza venga su e porti frutto: è
il vostro lavoro, che voi avete da pagare all’Altissimo. Tutte le indicazioni,
ammonizioni, suppliche implorate, come anche miseria, preoccupazioni e
tribolazioni, sono soli, venti e piogge, che il santo Giardiniere manda
attraverso i Suoi collaboratori, affinché la buona volontà, la fatica di un
uomo, possa portare anche frutto. Oggi ricevete esortazioni e indicazioni; essi
sono raggi di luce che vi porta il messaggero della luce. Così ascoltate ancora».
[indice]
۞
Il senso dell’avvenimento del Getsemani
1.
Noi immaginiamo che ci sia la necessità di un’ulteriore
Rivelazione per comprendere il senso che racchiude il santo Avvenimento. Non
dobbiamo solo passare credenti davanti al giardino. – Ora ascoltiamo le parole
meravigliose. – «Amici,
la prima lastra di pietra levigata è un grande ostacolo per gli uomini.
Anche per voi significa qualche scoglio e …lo è ancora. La pietra è la necessità,
non meno, la voglia dei sensi. L’anima disunita vi si urta due volte. Quella
parte dell’anima discendente dalla bassezza, dice: ‘Perché Dio mi manda
la necessità? Sono io, non credente?’. – Con questa
domanda, la tentazione rotola la pietra così ben in primo piano, che il figlio
vi si deve urtare e ferire. Ma se qualcuno percorre le vie piacevoli delle
voglie mondane, nonostante la conoscenza di Dio, e si desta all’improvviso
perché la voce di Gesù lo richiama ammonendolo, allora quell’uomo troverà
volentieri delle scuse, giustificandosi: ‘Era solo una gioia innocente!’; oppure: ‘Siamo solo uomini!’. – Con
questi pensieri, la pietra levigata si fa avanti con l’insinuazione: ‘Non
era grave, non era peccato!’
2.
Quando ciò accade, viene coperta la Voce
lottante e orante del Salvatore, e non la sentite più! Subito cadete nel sonno.
Io però, …vi dico:», le parole
dell’angelo riecheggiano con grave serietà nei nostri cuori, «…guardatevi da
ogni tepore nel servire il Signore, poiché, chi ha portato l’Eterno, Santo-Ur,
l’Eterno-Unico e Veritiero stesso, nel suo cristico Giardino, deve vegliare e
pregare! Non siete lontani dalla verità e dalla conoscenza, non avete bisogno di
passare davanti alla porta solo credendo, come i piccoli e i deboli fanciulli,
per i quali il peso della Croce sarebbe troppo pesante. Se la campana vi chiama
al servizio, allora correte! Gettate tutto dietro di voi come Lot, il quale non si voltò verso nulla di ciò che era suo.
Se qualcuno ha bisogno del vostro aiuto, sia esso amico o nemico, non
voltatevi, né all’avere né al tempo, perché allora vi sta chiamando la voce del
divino Orante: “Non potete vegliare? Vedete,
l’ora verrà presto!”. – Se volete servirvi
l’un l’altro in spirito e verità, allora non tardate, perché il Signore vi ha
destato dal vostro primo sonno. Ovvero: deve, l’eterna Anima originaria,
‘essere afflitta fino alla morte’ a causa della
vostra indolenza? – Amici, io vi chiamo: seguite le orme del Maestro di tutta
l’eternità!
3.
Il superamento deve essere facile per
voi, poiché, chi riconosce queste parole, si trova già da molto tempo nella
Scuola privilegiata di Dio, ed ha ricevuto dal Suo Regno una Grazia dopo
l’altra – senza interruzione. Come possono ancora allettarvi le voglie del
vostro corpo, i desideri verso una vita facile? Io vi dico: “Quando
questi verranno ancora su di voi, allora pensate alla prima, alla levigata
pietra della Preghiera, sulla quale GESU’ ha sacrificato il Suo CUORE”. – Questo, Egli diede al Creatore! Fatelo anche voi
seriamente, allora la voce della Pazienza vi consolerà e vi aiuterà a uscire
dalla tiepidezza, come un giorno furono destati i discepoli.
4.
Eppure, con questo non avete ancora
completamente raggiunto la vostra meta. Solo adesso comincia la via più
difficile, perché vi seducono gli amici e i godimenti. Questo accade spesso in
modo tanto innocuo, che difficilmente ve ne accorgete. A ciò è rubata qualche
ora, che sarebbe meglio fosse presentata al Signore di tutti gli eserciti.
Anche l’anima si concede volentieri un riposo, e dice: ‘Deve esserci
una compensazione!’. – Sì, se voi
conosceste giustamente la misura e la meta di una tale compensazione, allora il
termine sarebbe giustificato. Ma voi non siete ancora così avanti: lo sarete
quando vivrete conformemente alla via del Getsemani fino in fondo! Tuttavia,
non siate neanche afflitti con voi stessi, perché i cardi e gli alberi cupi ci
devono essere. Le pietre sono i peccati, i rovi sono le preoccupazioni della
vostra vita, gli alberi sono le vostre paure, il che vuol dire: nascondersi
come Adamo ed Eva! Se prima superate tutto nell’esteriore, allora giungerete
alla seconda pietra della Preghiera.
5.
La pietra della paura, erosa dal tempo,
ruvida e piena di crepe, …ha raccolto in sé tutta la paura che un giorno colse
la prima coppia umana, poiché dovette abbandonare la protezione dell’Eden e
stare tremante dinanzi all’Onnipotenza del Creatore. Questa paura venne
sull’umanità dal peccato contro lo Spirito Santo. Perciò Cristo lottò nella
seconda battaglia della Preghiera con lo SPIRITO in Sé. Poiché fino a quel
momento, la santa condizione non era stata cancellata, e disse: “Il peccato contro lo Spirito non è perdonato!”. – La
Misericordia contrappose: “Se Io, il Padre, do Mio Figlio in Sacrificio per la
Creazione, allora il Sacrificio potrà eliminare tutti i peccati!”. Questa fu l’ultima lotta, il bilancio delle sette
Caratteristiche, compresa la Preghiera del Calice e del Sangue. – Ebbene,
vedete, molto, …molto è da adempiere, dinanzi a voi.
6.
La Misericordia pretende che voi
perdoniate prima ai vostri nemici tutto ciò che vi hanno fatto di male, perché
solo con questo, lo spirito in voi diventerà radicalmente vincitore.
Bestemmiare il Nome di Dio, rinnegarLo
coscientemente, combatterLo con tutti i mezzi, sopprimere
o rubare agli altri uomini la fede, sono peccati contro lo Spirito Santo. La
Misericordia pretendeva dall’Ordine, dalla Volontà, dalla Sapienza e dalla
Serietà, in seguito al Sacrificio sanguinoso, la completa assoluzione anche di
questi peccati. Le condizioni del Creatore e del Sacerdote, in ogni modo, non
potevano essere revocate, esse potevano solo essere trasformate.
La
trasformazione si chiamava: ‘Riparazione’!
7.
Prima della morte del Redentore, tutti i
peccati contro lo Spirito Santo rimanevano non espiati; nessuno era in grado di
compensarli. La lotta della preghiera del Cristo nel giardino, e la Sua morte
sul Golgota, diedero a tutti i figli la possibilità di riparare di nuovo questi
peccati, di immergere se stessi nel Sangue fluente della Salvezza dell’eterna
Misericordia. Altri peccati possono essere perdonati attraverso il giusto
pentimento e la volontà di espiazione; questo vuol dire che il Signore condona
in Grazie tali colpe. Il peccato dello Spirito deve invece essere espiato col
lavoro. Quando tutta la colpa è pagata, essa è cancellata! Che comunque, anche
su ciò, l’Atto della redenzione di Gesù stenda il mantello della Misericordia,
questo nasce dalla Pazienza e dall’Amore. Lo Spirito, pregno di Sapienza e
Serietà, fu placato dallo Spirito di Sacrificio di Gesù. Egli diede il Suo
Spirito senza riserve al santo Sacerdote, Egli stesso divenne il sommo
Sacerdote per tutti i figli, e ottenne così il totale ritorno di tutti loro, –
senza eccezione – nell’Essenza-ur della Divinità.
Ora, esaminate fino a quale punto avete sopraffatto in voi tutto ciò che il
Figlio dell’Uomo superò per tutti.
8.
A volte, non tenete in bocca il santo
Nome abusivamente, e inoltre, avete paura di confessare Dio apertamente, per lo
più per sciocca vergogna? Come non potrete meravigliarvi, se all’improvviso il
Signore tace e non dà nessuna risposta? – Ciò nonostante, nessuna notte è tanto
buia, che in essa non fiammeggi un raggio di luce. Siate pur certi: il Raggio
di luce vi giunge, come cadde allora sul solitario, divino Orante un fascio di luce
lunare attraverso le nuvole smembrate, per scorrere in modo confortante e
fortificante intorno al Lottatore. La conoscenza sull’ancora mancante forza
della fede, più ancora sulla chiamata, questa vi colpisce, smembra le oscure
nuvole delle tenebre. Allora desterà in voi le forze buone, che vi farà
sorprendere della vostra insicurezza e tiepidezza, della paura e del sonno.
9.
Non si era indebolito anche il Signore per la lunga via,
stanco per la dura lotta? Pensate che a voi vi debba andare meglio, solo perché
Egli vi chiamò nel Suo giardino? Io vi dico: “Il servitore non è maggiore del
suo Signore!”. – Se non diventate altrettanto vincitori nella lotta
contro la vostra debolezza, contro i peccati, allora pensate alla pietra della
paura nella seconda lotta della Preghiera. Ma non dite: ‘Questi era
comunque il Signore! Noi, siamo solo uomini!’. –
Anche gli uomini possono resistere! Giacobbe lottò fino all’alba, finché
dovette abbandonare il suo io, totalmente, alla Divinità. Poi poté esclamare:
“Io non ti
lascerò, finché Tu non mi avrai benedetto!”
[Genesi
32,27]. – Pensate anche ai discepoli, la cui fede
era così tenuta in conto dal Signore.
10.
Molti credenti dicono: “Per i discepoli era facile; giornalmente vedevano il
Signore, ascoltavano la Sua voce ed erano testimoni delle Sue azioni”.
– Ebbene, tali uomini non sanno ciò che dicono! Nessuno di loro, avvolto dall’errore,
potrebbe solo una volta fare ciò che i discepoli facevano. Essi seguirono un
Uomo all’apparenza povero, senza patria, esteriormente quasi insignificante, il
Quale portava loro comunque i Suoi Doni spirituali, non tanto il pane per
saziarli. Essi si lasciarono ingiuriare e si trovarono con il Signore in più di
un pericolo mortale. – Avete voi già sopportato questo, per il Nome di Gesù? E
se vi capitasse, potreste tener testa?
11.
Se le domande
troveranno risposta, allora nessuno afferri la spada portata di nascosto, con quella
parola: “Sì, quando sarà, …lo
farò!”. –
Che cosa farai amico mio? Sai tu veramente che cosa farai in seguito, oppure:
…che cosa potrai fare? – Non lo sai! Poiché, in verità, lo spirito è
volonteroso, ma l’anima è debole! Guardate piuttosto tutti al Volto di Gesù, e insieme
a Giovanni, comprenderete. Allora pregate: ‘Padre nel Cielo, se un
giorno pretenderai questo da me, allora assistimi, …e donami la forza del Tuo
Santo Spirito!’
12.
Ed essa verrà su di voi, perché riceverete
il Pane e il Vino, la vita e il perdono. Siete stati riscattati a caro prezzo,
davvero, perché questo Ur, nel Quale giacciono innumerevoli già compiuti anni
della Creazione, ha sacrificato Se stesso per voi, per tutti voi! – Comprendete
la potenza di quest’Atto? Siete in grado di cogliere con tutti i vostri
pensieri e forze dei sensi, il santo, sublime Avvenimento?
*
13.
La terza via si apre dinanzi a voi.
Molti alberi, cupi come la notte, la fiancheggiano. Anzitutto, significano ‘paura del
Dio vendicativo’; ma ora essi sono diventati
qualcos’altro. Vi ho detto che con il Signore non dovete soltanto
co-affliggervi come quei molti fanciulli che passano alla porta, e dei quali –
come avete visto – solo pochi bevono dal ‘Calice della sofferenza’, ma dovete essere capaci di portare il peso con Lui,
diventare co-portatori del Sacrificio. Perché, ora che si tratta della lotta
dell’anima, occorre vuotare il Calice di Sangue.
14.
Voi domandate: ‘Lo dobbiamo
vuotare fino in fondo?’. Oh, questa domanda
somiglia già a un albero, perché essa è l’incerta, ignota paura del veniente,
davanti alla paura di ‘essere lasciati soli’ come lo hanno provato i discepoli
quando ad essi fu preso il loro Signore e Maestro. È anche, la paura della
propria sconfitta. Questo è rappresentato dagli alberi. Le pietre, in verità,
corrispondono qui, ripetutamente, ai peccati e a talune voglie dei sensi non
ancora superate con abbastanza serietà; in genere, significano scherno,
calunnia, sfida contro la verità e ogni genere di persecuzione. I rovi sono
discordia e contesa che gli ultimi dell’inferno spargono tra gli eletti, e allo
stesso tempo, sono la grave miseria della Terra che pesa su tutti i popoli.
15.
Nondimeno, vedete, poiché non
comprendete precisamente il perché di tutto quest’Avvenimento e perciò vi sembra
anche diversa la ‘Visione’, vale a dire la conoscenza, dalle Alture celesti
scendono su di voi le Parole consolanti: “Non temete,
perché Io non vi abbandono! Quando non Mi vedrete più (proprio quando non comprendete qualcosa) allora credete:
fra poco sarò nuovamente con voi!”. – Vegliate e pregate, non vi distraete
dalla via verso la vita eterna, schieratevi intorno al Maestro. Egli è già con
voi. Non Lo sentite? Oh, non appena vi atterrete seriamente alle regole, non
appena non lascerete impunito nessun pensiero oscuro, nessuna parola inutile,
pentendovi sul serio di ogni azione non vera e cercando di riparare, allora l’Onnisanto vi sarà vicino in ogni momento. Egli si rivelerà,
perché verace è la Sua Parola!
16.
Se voi sapeste quale risonanza fa
sorgere nel santo Cuore di Ur, nel Santuario e in tutti gli angeli, un ‘io’
vinto con tutte le forze. Ora, …ora vi pieghereste sulle ginocchia, potendolo
percepire, e le vostre labbra sarebbero mute, perché il Fiato di Dio aliterebbe
sui vostri cuori.
*
17.
L’ultima Pietra
è il polo che attira a sé tutto il vacillante, è l’isola di salvezza
nell’agitato mare burrascoso di ogni anima. Attraverso il peccato, la paura, la
miseria, la persecuzione, attraverso tutte le tentazioni, passa l’ultima, la
più difficile via. – Dove perseveranza e fede sono messe alla più dura prova,
segue la purificazione dell’oro nel fuoco dell’afflizione e, all’improvviso,
anche per voi termina la via della sofferenza. La pietra sulla quale fu fondata
la vita, sta in mezzo a voi. Su di essa – vale a dire sul Signore di tutti gli
eserciti – posate le vostre mani giunte, e combattete nell’ultima preghiera.
18.
Se voi avete consegnato sulla prima
pietra – come il Figlio dell’Uomo – il cuore al Creatore, sulla seconda
pietra avete donato lo spirito al Sacerdote, allora su questa terza
pietra, la pietra della salvezza che emerge oltre tutte le risacche, donate
la vostra anima e la raccomandate a Dio. La Pazienza e l’Amore la poseranno nel
santo Grembo del Padre della Misericordia. Solo allora, …solo allora riuscirà
il supremo, il pieno impegno, la preghiera per la perfezione:
“Padre, io bevo il Tuo Calice,
ma non come voglio io, bensì, come vuoi Tu.
La Tua Volontà sia fatta!”
*
19.
Amici miei, su incarico di Colui che ha
mandato me, Suo servitore e portatore della Pazienza, per rivelarvi questa
Pietra miliare della Sua vita terrena, vi domando nel Suo sommo Nome, l’Eterno,
Santo-UR, l’Eterno-Unico e Veritiero: ‘Siete disposti d’ora in poi,
seriamente, ad entrare nel servizio dell’Altissimo?’.
Allora confessate dinanzi al volto Suo santo che volete portare il peso della croce,
e non solo riconoscere la Croce della salvezza. Vogliate non solo
co-affliggervi, bensì, anche soffrire insieme! Non solo attraversare il
giardino del Getsemani, riconoscendo, ma piuttosto, confessando che siete
disposti a sperimentare, nel giardino di Cristo, le Sue lotte della preghiera,
affinché esse risorgano in voi vivamente, e non solo prendendone alcune gocce
dal grande creativo Calice delle sofferenze, ma tutto ciò che vi dà da bere lo
Spirito, per il comune adempimento dell’Opera.
20.
Quel che ci si aspetta da voi, può
toccare solo ai figli della luce. Quelli che l’hanno già fatto, stanno davanti al
trono di Dio giorno e notte, per adorarLo. Essi, sono
coloro che son venuti dalla profonda afflizione ed hanno lavato le loro vesti
nel Sangue dell’Agnello!
21.
Il loro “Alleluia” compenetra tutte le
eternità!
22.
Sia questo il vostro salario: dalla Sera
di questa Terra, e dal Mattino della vostra resurrezione, vi è donato un nuovo
Giorno!»
*******
[Indice]
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sito]
[1] ‘il principe
della Pazienza’: è l’arcangelo Alaniel, sulla Terra incarnato come Giobbe.
[vedi ‘Sancto Sanctorum’]
[2]
I fiumi della vita: i quattro fiumi fuoriuscenti dalla
Divinità, simboleggiati in Genesi 2,10-14: Pison, Ghicon, Tigri, Eufrate.
[3] Devi, come
necessità imprescindibile.